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L’aiuto della badante di Bologna per l’igiene personale dell’anziano

Quante volte troviamo difficoltà nel far alzare i nostri cari dal letto per poterli lavare e occuparci della loro igiene quotidiana!

Per aiutare le famiglie di Bologna, Aes domicilio seleziona badanti a Bologna e provincia per fornire assistenza a domicilio agli anziani della città!

L’idea di lavarli nella stanza del loro letto è molto efficiente e veloce: alcune persone, infatti, sono impossibilitate ad accedere alla vasca o alla doccia e comunque anche ad essere alzate in poltrona o carrozzina. Questo è molto deprimente e difficile da accettare per chi è abituato ad una vita dinamica e movimentata ed è per questo che ancor di più occorre seguirli all’interno di un percorso graduale che sappia gestire le emozioni e le difficoltà legate alla vita di ogni giorno che non potrà più essere la stessa.

Per queste persone è tra l’altro ancora più importante e necessaria la frequenza del bagno perché lo sfregamento della cute con le lenzuola, il sudore e lo sfregamento delle parti del corpo fra loro aumenta il rischio di lesioni. Per eseguire il bagno a letto è necessario che il materasso venga isolato da una tela cerata che impedisca di bagnarlo e partire con il lavaggio dalla parte superiore del corpo e utilizzando una brocca di acqua che sarà cambiata ripetute volte fino allo svanire del sapone residuo. Chiaramente sarà l’abitudine a farvi trovare il migliore escamotage e la migliore via per garantire maggiore pulizia: l’esigenza di una badante ad ore qui diviene ancora più urgente se non si è mai avuto a che fare con questo genere di pratiche.

La badante convivente, infatti, è abituata ad adattarsi e a gestire il corpo di un anziano che con l’avanzamento d’età necessita di cure e dedizioni simili a quelle di un bambino.

La delicatezza e l’attenzione con cui bisogna rapportarsi ad un corpo anziano muta di anno in anno, esso diviene sempre più sensibile e non sempre si è a conoscenza delle tecniche di movimento più idonee per non provocare dolore.

Ovviamente il tutto muta anche in base alla malattia in questione ed allo stile di vita che il vostro caro ha avuto in precedenza!

La badante inoltre dovrà essere informata del grado di comprensione del soggetto, del grado di utilizzo degli arti inferiori e superiori, delle abitudini circa lo svolgimento delle cure igieniche e delle eventuali condizioni di salute che possono modificare le nostre azioni.

Sei alla ricerca di una badante? Vuoi sapere quanto costa una badante a Bologna?

AES DOMICILIO seleziona la badante che occorre alle vostre esigenze, grazie al nostro team di screening il quale oltre che a vagliare le competenze della badante, cerca, immediatamente, di creare un profilo che possa soddisfare le esigenze. AES Domicilio ha a disposizione un grande database di badanti nelle province di Bologna e Modena se cerchi Badanti Bologna, Badanti Modena, Badanti Imola, Badanti Casalecchio di Reno e Badante Valsamoggia.

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Il rifiuto della badante da parte dell’anziano di Bologna

Il rapporto tra badanti e anziani è un argomento che tocca molte famiglie di Bologna. Noi di Aes Domicilio ne siamo a conoscenza in quanto il nostro lavoro prevede proprio di selezionare badanti conviventi a Modena e badanti a Bologna e provicina  con le competenze e caratteristiche diverse per ogni singola famiglia.

Aes Domicilio cerca anche di aiutare le famiglie ad affrontare nel modo giusto l’inserimento di una badante convivente all’interno di un contesto dove una presenza estranea può essere mal vista. Non si tratta di essere testardi, non per forza almeno. Bisogna considerare le dinamiche emotive che una persona affronta quando si vede incapace di mantenere uno stile di vita indipendente. Oltre, naturalmente, all’impatto di eventuali malattie, come il morbo di Alzheimer o altre forme di demenza, che possono compromettere la capacità di prendere decisioni coerenti.

Se la persona amata ha bisogno di aiuto, ma non lo accetta, è necessario affrontare l’argomento con tatto e delicatezza. Bisogna cercare di comprendere perché il genitore è riluttante a farsi aiutare da una badante . È un buon punto di partenza. Poi, valutare con attenzione i diversi aspetti della vita quotidiana in cui ha bisogno di assistenza, per incoraggiarlo e procedere con gradualità.

Prendersi cura di una persona anziana è una sfida che prosciuga energie fisiche ed emotive, soprattutto se non vuole farsi aiutare. È una situazione complessa, ma abbastanza comune. Bisogna pensare che una persona anziana, a prescindere se abbia problematiche fisiche o mentali, fatica sempre a rinunciare alla propria indipendenza. Dopotutto, accettare una badante ad ore significa anche rinunciare alla privacy e adattarsi a una nuova routine.

Quindi, l’anziano potrebbe essere inghiottito da un turbinio di emozioni negative e sentirsi vulnerabile. Forse pensa di essere diventato un peso per la famiglia, oppure è preoccupato per i soldi necessari all’assistenza. A volte, sono gli effetti della malattia con cui deve convivere a renderlo più scorbutico e irritabile.

Come vedi il rapporto tra badanti e anziani nasce sulla base di dinamiche complesse. Ogni situazione è differente e richiede un approccio personalizzato, per tutelare la salute dell’anziano e di tutta la famiglia. Prova a metterti nei suoi panni. Immagina di dover iniziare a dipendere da qualcuno, per attività che magari rientrano nella tua intimità. Non è facile per nessuno. È difficile per tutte le persone anziane accettare l’assistenza di una persona che, per quanto qualificata, è inizialmente solo un’estranea in casa. Il rapporto badanti e anziani va costruito con calma e gentilezza. Arrabbiarsi o gridare non porta alcun beneficio, anzi acutizza il rifiuto e genera ulteriori sensi di colpa.

Le badanti esperte in assistenza anziani a Bologna conoscono bene la sfida che devono affrontare, quando l’anziano rifiuta l’assistenza. Quindi, se ci si trova nella situazione in cui la persona amata continua a porre resistenza, e rischia di mettere in pericolo sé stessa, affidatevi a dei professionisti.

Per leggere altri approfondimenti sulle agenzie di badanti a Bologna, oppure se vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante e quali sono tutti i passaggi burocratici da rispettare, contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi a Modena e Bologna se Badanti Bologna, Badanti Modena, Badanti Imola, Badanti Casalecchio di Reno e Badante Valsamoggia.

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Restituisci autonomia all’anziano di Bologna con l’aiuto della badante

A Bologna sono sempre di più gli anziani che non sono più autonomi e che necessitano l’aiuto di una badante.

Vuoi restituire autonomia ad un anziano? Rivolgersi ad un’agenzia di badanti a Bologna è la soluzione migliore per avere un servizio di assistenza anziani a domicilio professionale.

Convivere con la propria condizione di disabilità o con quella di un proprio caro significa dover mettere in atto strategie per poter fare tutto e vivere serenamente: essere autonomi nello svolgimento delle normali azioni della vita quotidiana è l’obiettivo al quale puntare. Ci aiuta in questo la terapia occupazionale, anche con l’aiuto di strumenti, ausili e piccoli oggetti che il mercato propone, a prezzi contenuti,per agevolarci nel fare il bagno, nell’afferrare un bicchiere, nel vestirci. Si tratta di piccoli movimenti, brevi tratti e momenti della quotidianità che se affrontati in maniera diversa possono essere grandi risultati nella vita di un anziano. Se il tutto venisse poi affiancato dalla presenza costante di una badante convivente di Bologna sarebbe ideale per restituire quel poco di serenità e di autonomia ai nostri cari.

Sapere quali sono le esigenze dalla persona accudita è il miglior modo per cominciare la ricerca. Generalmente tutti gli anziani hanno bisogno di compagnia o assistenza, di giorno così come di notte.

Per i soggetti non autosufficienti avremo l’assistenza alla persona C superior: questa figura si occuperà di assistere il soggetto autonomamente seguendo le direttive dell’anziano in campo d’igiene personale, gestione della pulizia della casa e del mangiare. Il candidato ideale dovrebbe avere un’esperienza maggiore ai 12 mesi.
Affidarsi a specialisti nel settore è l’unica risposta ragionevole che possiate ottenere: sicurezza e garanzia sono necessarie quando si decide di affidare la vita dei nostri cari a soggetti terzi, agite responsabilmente.

Se cerchi una badante a Bologna, affidati ad AES Domicilio, agenzia di selezione badante in 24 ore. Disponiamo di tariffe badanti Bologna estremamente competitive e siamo attivi in Emilia-Romagna se cerchi Badanti Bologna, Badanti Modena, Badanti Imola, Badanti Casalecchio di Reno e Badante Valsamoggia.

Scegliere AES Domicilio Bologna, prima di tutto è non lasciare soli.

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Badanti a Bologna e la pensione: qualche informazione utile

AES DOMICILIO è una cooperativa socioassistenziale che si occupa da ormai molti anni di donare una regolare contrattualità alle badanti a Bologna, fornendo un preciso ruolo tra le famiglie e le loro esigenze.

Infatti, la badante non è sempre buona per ogni occasione, bensì cambia, si modula, si sceglie in base alle funzioni che riesce a fare e che le vengono richieste, ecco perché, AES DOMICILIO, ha un apposito team di “screening” della badante, dove vengono selezionati ed analizzate le varie competenze effettivamente certificate dalla badante. In più svolgiamo una ininterrotta attività di informazione sia per le famiglie che per le badanti ad ore a Bologna, come in questo caso riguardante la pensione.

Qual è la normativa per la pensione delle badanti?

Se lavori come badante convivente a Bologna o colf su giornata a Bologna e vuoi avere informazioni sulla pensione, devi sapere che la normativa prevede il pensionamento con 5 o 10 anni di contributi, con un requisito anagrafico in alcuni casi più alto di quello di vecchiaia e con contributi utili versati in determinati periodi.

Le colf e badanti possono accedere alla pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi regolarmente versati. L’età anagrafica richiesta è più elevata dell’età pensionabile richiesta per la pensione di vecchiaia ordinaria, infatti dal 2019 è di 71 anni e poi subirà un incremento del requisito pari a 3 mesi ogni biennio a seconda degli incrementi dell’aspettativa di vita. Inoltre, non bisogna avere contributi versati e accreditati al 31 dicembre 1995, questa misura è calcolata interamente con il sistema contributivo.

I lavoratori come badanti e colf, che offrono servizio di assistenza anziani a Bologna,  possono comunque accedere alla pensione di vecchiaia a 67 anni se hanno maturato un requisito anagrafico che nel 2019 è di 67 anni.

E’ possibile accedere al pensionamento anche con 15 anni di contributi, anche con la deroga Dini che però prevede una penalizzazione della pensione che sarà calcolata interamente con l’opzione contributiva.

I requisiti per beneficiare di questa deroga sono di:

  1. possedere meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.
  2. avere almeno un contributo accreditato prima del 31 dicembre 1995.
  3. avere almeno 5 anni di contributi accreditati dopo il 1996.

Anche in questa misura l’età anagrafica richiesta è l’età pensionabile per la pensione di vecchiaia che nel 2019 è di 67 anni.

Il consiglio è di rivolgersi ad un patronato e con loro valutare la sua posizione contributiva in base alle varie misure pensionistiche, per capire a quale misura può aderire con la maturazione del requisito anagrafico.

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Badante a Bologna e riposo settimanale: alcuni aspetti

Se vuoi assumere una badanta o una colf a Bologna, è importante che tu sia informatori rispetto alle normative previste per l’assunzione in regola di questa figura

AESDOMICILIO è attenta a svolgere ed a seguire le varie modifiche e regolamentazioni burocratiche del mondo delle badanti, senza affannarsi in inutili sacche sindacali. E’ infatti consigliato rivolgersi ad un’agenzia di badanti a Bologna come AES DOMICILIO per avere maggiore ordine nelle cose che vengono svolte, e soprattutto per essere lucidi circa il mondo delle badanti come il riposo settimanale.

Badante: il riposo settimanale spiegato in breve

Il riposo settimanale non è uguale per tutti i collaboratori domestici, ma dipende dal regime di orario adottato e dall’eventuale convivenza col datore di lavoro.

Ricordiamo innanzitutto quali sono i regimi di orario che possono essere adottati per i lavoratori domestici:

  • per le badanti conviventi a Bologna a servizio intero, l’orario massimo settimanale è pari a 54 ore, l’orario massimo giornaliero è pari a 10 ore non consecutive, e le ore di riposo giornaliero sono pari a 11 ore consecutive, più ulteriori 2 ore, non retribuite, se l’orario giornaliero non è interamente collocato dalle 6 alle 14, o dalle 14 alle 22;
  • per i conviventi a servizio ridotto, l’orario massimo settimanale è pari a 30 ore; l’orario massimo giornaliero è pari a 10 ore non consecutive, su 3 giorni settimanali, oppure può essere collocato dalle 6 alle 14, o dalle 14 alle 22; le ore di riposo giornaliero sono pari a 11 ore consecutive, più ulteriori 2 ore, non retribuite, se l’orario giornaliero non è interamente collocato dalle 6 alle 14, o dalle 14 alle 22;
  • per i non conviventi, l’orario massimo settimanale è pari a 40 ore; l’orario massimo giornaliero è pari a 8 ore non consecutive, distribuite su 5 o 6 giorni settimanali; le ore di riposo giornaliero minimo sono pari a 11 ore consecutive, come previsto per la generalità dei lavoratori dipendenti.

Per i collaboratori domestici conviventi a servizio intero, il riposo settimanale deve essere almeno pari a 36 ore, di cui:

  • 24 ore devono essere fruite nella giornata di domenica;
  • 12 ore devono essere fruite in un altro giorno della settimana (concordato tra le parti); in questa giornata il lavoratore può svolgere la sua attività per un numero di ore non superiore alla metà della durata normale dell’orario giornaliero.

Se il lavoratore professa una fede religiosa che prevede la solennizzazione in una giornata diversa dalla domenica, datore di lavoro e collaboratore domestico possono accordarsi per sostituire la domenica con un giorno differente.

Nella generalità dei casi, il riposo settimanale domenicale è irrinunciabile. Se per esigenze imprevedibili il datore di lavoro richiede lo svolgimento dell’attività nella giornata di domenica, al collaboratore domestico devono essere concesse un pari numero di ore di riposo non retribuito nel corso della giornata seguente, e deve essere riconosciuta la maggiorazione della retribuzione per lavoro festivo.

Se il lavoratore domestico è a servizio ridotto (badante ad ore a Bologna), ha diritto alla fruizione del riposo settimanale con modalità differenti, a seconda della distribuzione dell’orario settimanale. Vale comunque quanto appena affermato in merito al riposo domenicale e alla possibilità di sostituire la domenica con un’altra giornata, in base alla fede professata.

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Casa + Badante: la scelta migliore per un luogo sicuro a Bologna

Sempre più famiglie a Bologna si interrogano sulla questione questione se sia meglio una RSA o una badante.

Da anni, non solo noi di AES DOMICILIO, ma anche autorevoli voci mediche e scientifiche si sono espresse a proposito: la soluzione migliore è la badante

I motivi possono essere molto numerosi, ma primo su tutti è il non sradicamento dell’anziano dai proprio affetti, dai propri luoghi della memoria, dalla sua amata casa. Questo è un dato fondamentale e non trascurabile soprattutto sul piano psicologico: per assistere un nostro familiare la badante ad ore ha bisogno di spazi per lui abituali.

Dato che si resta nel proprio ambiente, ritengo che sarebbe la scelta migliore per un anziano. A volte, infatti, basta cambiare luogo, o anche soltanto stanza da letto per mettere in difficoltà un anziano. Con l’avanzare dell’età, infatti, si perde l’efficienza dei cinque sensi (udito e vista soprattutto) ma vengono meno anche molte capacità relazionali e sicurezze legate all’ambiente circostante. Il cambiamento determina spesso la perdita di lucidità e squilibri psicologici. Meglio ancora se le badanti sono preparate con corsi di assistenza ad hoc.

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Quella di scegliere dove spedire il proprio caro: e ‘spedire’ è ancora un verbo scorretto, poiché ben sappiamo che la prima regola per accudire gli anziani è proprio la vicinanza, e il prendersene cura. Infatti, a seguito del Coronavirus, si è reso lampante il dato per cui le RSA sono diventate un vero e proprio luogo di isolamento: un luogo di confino. Anziché essere promosse come strutture in cui vigesse la compagnia h24, si sono strutturate come istituzioni in cui la vicinanza è diventata mortale, non in sé, ma in quanto superficialmente gestita in un periodo come questo di pandemia.

Certo le RSA non sono da demonizzare sempre ed in ogni caso, infatti l’accoglienze di persone fragili, e per ‘fragili’ si intenda l’anziano che, una volta superata la fase acuta della malattia, non è probabilmente in grado di gestire la malattia o la convalescenza da solo. Molte volte ho visto coppie di anziani prendersi cura l’uno dell’altra. Poi, basta che uno dei due si ammala o muore e l’equilibrio salta. Vorrei ricordare, poi, che una malattia acuta in un paziente anziano può essere il passaggio dallo stato di autosufficienza a uno di fragilità.

Tuttavia le RSA in questo preciso momento storico, questo ove dilaga ancora oggi la pandemia a tutto spiano, a seguito di quanto successo a Marzo, hanno dimostrato una insufficiente capacità di gestire la situazione; proprio le RSA che sarebbero dovute essere le principali istituzioni di guarentigia per le fasce più deboli, si sono dimostrate delle scellerate corsi per la morte.

La presenza della badante convivente, invece, non solo ha limitato il contagio e il possibile scorrere del virus in lungo e in largo, ma offre la possibilità di non perdere i luoghi della propria vita e la vicinanza degli affetti: tutti elementi violati dalle RSA.

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Cosa fa la badante di Aes Domicilio Bologna

Aes Domicilio ha ricevuto chiamate da famiglie interessate ad avere una badante a Bologna, e a volte la figura viene confusa con una colf.

Generalmente colf su giornata e badanti ad ore vengono assunte per mansioni e ruoli differenti. La principale differenza di collaboratrici domestiche è che la colf viene assunta per occuparsi della casa mentre la badante viene assunta per prendersi cura di una persona anziana o malata.

Stando a quanto previsto dalle leggi in vigore e dai rispettivi Ccnl, però, è possibile che colf conviventi e badanti conviventi svolgano gli stessi ruoli e mansioni, per esempio occuparsi della pulizia della casa, o di cucinare e preparare pranzi e cene.  Aes Domicilio nel suo continuo lavoro nell’assistere anziani sa che le collaboratrici domestiche ormai sono sempre più presenti nelle case degli italiani, con ruoli e mansioni differenti.

Motivo per il quale Aes Domicilio prima di assumere una collaboratrice domestica spiega sempre in modo chiaro i vari livelli di inquadramento e cerca di capire da parte della famiglia per quali motivi ed esigenze si decide di assumere, in modo da scegliere il giusto inquadramento lavorativo.

La badante per le famiglie bolognesi di Aes Domicilio può svolgere compiti di pulire e mantenere in ordine la casa, fare la spesa, preparare i pasti, oltre che svolgere le proprie mansioni previste da Ccnl, come fare compagnia, assistere e aiutare la persona a muoversi, curarne l’igiene personale, controllare che prenda le medicine e segua le terapie prescritte, accompagnarla a fare passeggiate o a sbrigare commissioni, ecc.

Spesso le famiglie di anziani, confondono le figure di badanti ad ore  e colf  e si pensa magari di poter far svolgere ad una anche lavori e mansioni che magari sono specificatamente dell’altra figura. Per questo Aes Domicilio aiuta le famiglie di Bologna nella ricerca della badante perfetta.

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Le badanti migliori a Bologna con Aes Domicilio

Ad oggi trovaere una badante a Bologna che sia affidabile e competente non è semplice. Aes Domiclio può aiutarti in questa scelta!

Assumere una badante che si occupi di un proprio caro anziano non autosufficiente a Bologna può risultare una scelta difficile e complicata, soprattutto se non si possiedono le competenze adeguate. Il lavoro della badante convivente a Bologna è un lavoro che può appassionare molto, ma necessita di una predisposizione da parte del professionista, il quale deve possedere della capacità, caratteristiche e attitudini ben precise. Si tratta in realtà di un lavoro che richiede dedizione, impegno e moltissima serietà, in quanto l’assistito può dipendere dal lavoro della badante stessa.

Aes Domicilio lavorando da anni a contatto con le badanti, deve e sa riconoscere una badante professionale a Bologna.

In Italia sono moltissime le persone che svolgono questa professione, ma non tutti sono realmente professionisti e non tutti hanno una formazione adeguata. Molte badanti ad ore di Bologna sono straniere e lasciano il proprio paese di origini e la propria famiglia per venire in Italia in cerca di fonti di guadagno.

Questa realtà può portare la badante ad isolarsi e chiudersi in se stessa, peggiorando di conseguenza la sua vita. Una badante felice, serena, che ha una vita tranquilla, lavora inevitabilmente meglio.

Le badanti selezionate tramite l’associazione Aes Domicilio risultano maggiormente qualificate, hanno una formazione più umana e, di conseguenza, forniscono un’assistenza a 360° gradi all’anziano. Così facendo, si ottengono maggiori sicurezza, maggiore serietà e professionalità. Appoggiatevi ad Aes Domicilio per la selezione della vostra badante.

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Il licenziamento della badante di Bologna

Aes Domicilio affronta un tema importante ai fini della ricerca della badante a Bologna, rispetto al quale tutte le famiglie  dovrebbero essere informate: il licenziamento.

Una colf o una badante ad ore assunta con contratto a tempo indeterminato può essere licenziata nei casi previsti dalla legge e che sono in generale gli stessi previsti per gli altri tipi di contratto. Il rapporto di lavoro può interrompersi per scadenza del contratto, per licenziamento, per dimissioni, oppure per accordo tra le parti.

Il licenziamento di una badante è legittimo e non è necessario che sussista il requisito della giusta causa o di un giustificato motivo, l’importante è che devono  essere rispettati i termini di preavviso di licenziamento, durante il quale il datore di lavoro può decidere se far lavorare o meno la badante.

In caso di gravi inadempimenti da parte della badante convivente, il licenziamento può avvenire subito, senza preavviso.  Si intende per esempio dei comportamenti o omissioni talmente gravi da minare la fiducia tra datore di lavoro e dipendente, come minacce, furto subito o maltrattamento della persona anziana da accudire. In casi di specifica gravità, oltre al licenziamento, la badante risponde anche penalmente.

Aes Domicilio in qualità di aiuto alla famiglia nel disbrigo di qualsiasi pratica, rispetto al licenziamento si sofferma sul punto della firma del lavoratore: un problema non da poco. Questa regola riguarda qualsiasi tipo di licenziamento: sia quello per ragioni disciplinari (licenziamento per giusta causa), sia quello per ragioni aziendali (licenziamento per giustificato motivo oggettivo). Nel caso poi di licenziamento disciplinare, deve essere rispettato un terzo requisito: il provvedimento deve essere comunicato “tempestivamente”, ossia senza far decorrere troppo tempo dal fatto oggetto di contestazione, per consentire al dipendente di reperire le prove a propria discolpa e potersi difendere.

Non sono previste particolari modalità di comunicazione della lettera di licenziamento per la badante o la colf su giornata.  Vi è ora una nuova posizione secondo cui la comunicazione può essere inviata anche con mezzi diversi dalla tradizionale carta: ad esempio con l’email alla badante(anche non certificata) o addirittura con un messaggio via WhatsApp al numero della badante.

L’importante è che vi sia la prova del ricevimento. La Cassazione ora ritiene necessario e sufficiente solo che l’atto scritto di licenziamento sia portato a conoscenza della badante, a prescindere dalle modalità di trasmissione dello stesso.

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A Bologna è meglio RSA o badante?

Il periodo Coronavirus ha indubitabilmente insegnato che una badante a Bologna è migliore di una RSA; perché?

Un piccolo ma fondamentale dato ci è stato fornito da questa emergenza: abbiamo saputo come la maggior parte delle persone che si trovava in RSA in Lombardia, si sia trovata di fronte alla morte, o per colpa di negligenza del personale: entrando senza le dovute precauzioni; o per colpa delle negligenze nell’aver commesso l’errore di far entrare persone da fuori senza alcun discrimine. Fatto sta che arrivati al momento della morte, la maggior parte di queste persone si è ritrovata sola e senza alcun sostegno dai propri famigliari, tagliati fuori, allora sì, per paura di un ulteriore contagio.

La morte avvenuta in silenzio, quasi in pieno anonimato ha suscitato l’indignazione di molti. Di morte solitaria sono morte anche tutte quelle persone che erano ricoverate negli ospedali, ma con una differenza significativa: coloro che sono state ricoverate negli ospedali avevano messo al corrente i propri cari della loro salute, sapevano dove erano; mentre le persone nelle case di riposo sono state tagliate fuori dal contatto anche con i propri famigliari.
Le famiglie dopo settimane che non sentivano i loro cari si sono sentiti dire: “ci dispiace sua madre, o suo padre, o sua zia, o sua nonna non c’è più”.

Questa è la cosa più vergognosa: aver tenuto all’oscuro di questa situazione davvero incresciosa. Ma che vi siano più “pro” che “contro” nell’assumere una badante anziché affidarsi alle cure di una RSA, è ben attestato.

Ci teniamo col dire che questa non è cattiva pubblicità nei confronti delle RSA che svolgono anche un grande lavoro, ed alcune lo fanno davvero in modo impeccabile. Ma, piuttosto, è un ribadire le priorità; essenzialmente una RSA è peggiore di una badante conviventea Bologna, è un fatto costitutivo e che deve essere tenuto sempre presente, al di là delle presenti vicende.

Una badante è una persona “ad hoc” espressamente dedicata alle cure di una persona, e la conosce, e ne conosce bene ed approfonditamente i pregi ed i difetti. In più far allontanare dalla propria casa una persona affetta, ad esempio, da Alzheimer (badante Alzheimer Bologna) è qualcosa di molto controproducente perché se a stento ricorda come arrivare in cucina, un luogo a lui familiare da oltre 30 anni, figuriamoci in una struttura mai vista prima e mai praticata prima! Ecco perché non è cattiva pubblicità, ma è mettere le cose in chiaro, come dovrebbero essere messe anche dalle RSA stesse.

E’ ovvio che se le famiglie avessero avuto una badante ad ore in casa non avrebbero avuto i problemi che hanno avuto, cioè: non avrebbero dovuto supplicare per parlare con i propri cari qualche giorno prima che morissero, né sarebbero stati all’oscuro di tutto prima dell’estremo momento. Purtroppo è una realtà, è dura, ma è questa: una RSA non può mai dare gli stessi “pro” che può dare una badante.

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