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Classificazioni contratti da badante a Bologna

Quando una famiglia o un’agenzia badanti a Bologna decide di assumere una badante per assistenza anziani a Bologna, occorre essere a conoscenza di tutto quanto necessario a livello burocratico e contrattuale per evitare di incorrere in illegalità ed in cattive esperienze. Sintetizziamo brevemente tutti i tipi di contratti in materia.

Il contratto ridotto per assistenza a soggetti autosufficienti “livello BS” con impiego fino a 30 ore alla settimana prevede una paga mensile fissa che non può essere riproporzionata. Il contratto deve obbligatoriamente, prevedere un giorno di riposo che solitamente è la domenica.

Il contratto di badante ad ore per una persona autosufficiente “livello BS” con impegno orario che raggiunge le 54 ore a settimana riguarda l’assistenza per un monte ore che va dalle 31 alle 54 ore settimanali e prevede una paga mensile fissa. E’ necessario un giorno e mezzo di riposo più 2 ore al giorno di libertà durante la settimana.

Il contratto di badante convivente per soggetti non autosufficienti “livello CS” con orario di lavoro che copre fino a 54 ore alla settimana.

Il contratto badante con formazione professionale per assistito non autosufficiente “livello DS” con impegno di lavoro fino a 54 ore settimanali. La badante eseguirà i suoi compiti suddividendo le ore dovute in 10 ore di lavoro giornaliero dal lunedì al venerdì più 4 ore al sabato. È necessario che vi sia un giorno e mezzo di riposo a fine settimana e almeno 2 ore di riposo ogni giorno della settimana.

Diritti e doveri della badante devono essere ripartiti equamente per poter mantenere un rapporto di lavoro ben saldo e fonte di fiducia reciproca.

Molte volte può essere utile rivolgersi ad un esperto o ad un consulente legale per evitare di creare disguidi lavorativi e per garantire la massima sicurezza sia al dipendente che all’intera famiglia.

Assicurare tutti i diritti del dipendente significa ottenere i rispettivi doveri in modo giusto e soddisfacente, solo così è possibile ottenere la serenità dell’assistito e di chi sceglie di fare questo mestiere.

AES Domicilio assistenza anziani a domicilio ha a disposizione un grande database di badanti nelle province del Nord Italia. Per maggiori informazioni sulle badanti conviventi a Modena e Bologna… chiamaci! Siamo una referenziata Agenzia, con tariffe badanti estremamente competitive, attiva in tutta l’Emilia-Romagna, in particolare nelle province di Bologna e Modena se cerchi Badanti Bologna, Badanti Modena, Badanti Imola, Badanti Casalecchio di Reno e Badante Valsamoggia.

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Badanti a Bologna e la pensione: qualche informazione utile

AES DOMICILIO è una cooperativa socioassistenziale che si occupa da ormai molti anni di donare una regolare contrattualità alle badanti a Bologna, fornendo un preciso ruolo tra le famiglie e le loro esigenze.

Infatti, la badante non è sempre buona per ogni occasione, bensì cambia, si modula, si sceglie in base alle funzioni che riesce a fare e che le vengono richieste, ecco perché, AES DOMICILIO, ha un apposito team di “screening” della badante, dove vengono selezionati ed analizzate le varie competenze effettivamente certificate dalla badante. In più svolgiamo una ininterrotta attività di informazione sia per le famiglie che per le badanti ad ore a Bologna, come in questo caso riguardante la pensione.

Qual è la normativa per la pensione delle badanti?

Se lavori come badante convivente a Bologna o colf su giornata a Bologna e vuoi avere informazioni sulla pensione, devi sapere che la normativa prevede il pensionamento con 5 o 10 anni di contributi, con un requisito anagrafico in alcuni casi più alto di quello di vecchiaia e con contributi utili versati in determinati periodi.

Le colf e badanti possono accedere alla pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi regolarmente versati. L’età anagrafica richiesta è più elevata dell’età pensionabile richiesta per la pensione di vecchiaia ordinaria, infatti dal 2019 è di 71 anni e poi subirà un incremento del requisito pari a 3 mesi ogni biennio a seconda degli incrementi dell’aspettativa di vita. Inoltre, non bisogna avere contributi versati e accreditati al 31 dicembre 1995, questa misura è calcolata interamente con il sistema contributivo.

I lavoratori come badanti e colf, che offrono servizio di assistenza anziani a Bologna,  possono comunque accedere alla pensione di vecchiaia a 67 anni se hanno maturato un requisito anagrafico che nel 2019 è di 67 anni.

E’ possibile accedere al pensionamento anche con 15 anni di contributi, anche con la deroga Dini che però prevede una penalizzazione della pensione che sarà calcolata interamente con l’opzione contributiva.

I requisiti per beneficiare di questa deroga sono di:

  1. possedere meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.
  2. avere almeno un contributo accreditato prima del 31 dicembre 1995.
  3. avere almeno 5 anni di contributi accreditati dopo il 1996.

Anche in questa misura l’età anagrafica richiesta è l’età pensionabile per la pensione di vecchiaia che nel 2019 è di 67 anni.

Il consiglio è di rivolgersi ad un patronato e con loro valutare la sua posizione contributiva in base alle varie misure pensionistiche, per capire a quale misura può aderire con la maturazione del requisito anagrafico.

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Badante a Bologna e riposo settimanale: alcuni aspetti

Se vuoi assumere una badanta o una colf a Bologna, è importante che tu sia informatori rispetto alle normative previste per l’assunzione in regola di questa figura

AESDOMICILIO è attenta a svolgere ed a seguire le varie modifiche e regolamentazioni burocratiche del mondo delle badanti, senza affannarsi in inutili sacche sindacali. E’ infatti consigliato rivolgersi ad un’agenzia di badanti a Bologna come AES DOMICILIO per avere maggiore ordine nelle cose che vengono svolte, e soprattutto per essere lucidi circa il mondo delle badanti come il riposo settimanale.

Badante: il riposo settimanale spiegato in breve

Il riposo settimanale non è uguale per tutti i collaboratori domestici, ma dipende dal regime di orario adottato e dall’eventuale convivenza col datore di lavoro.

Ricordiamo innanzitutto quali sono i regimi di orario che possono essere adottati per i lavoratori domestici:

  • per le badanti conviventi a Bologna a servizio intero, l’orario massimo settimanale è pari a 54 ore, l’orario massimo giornaliero è pari a 10 ore non consecutive, e le ore di riposo giornaliero sono pari a 11 ore consecutive, più ulteriori 2 ore, non retribuite, se l’orario giornaliero non è interamente collocato dalle 6 alle 14, o dalle 14 alle 22;
  • per i conviventi a servizio ridotto, l’orario massimo settimanale è pari a 30 ore; l’orario massimo giornaliero è pari a 10 ore non consecutive, su 3 giorni settimanali, oppure può essere collocato dalle 6 alle 14, o dalle 14 alle 22; le ore di riposo giornaliero sono pari a 11 ore consecutive, più ulteriori 2 ore, non retribuite, se l’orario giornaliero non è interamente collocato dalle 6 alle 14, o dalle 14 alle 22;
  • per i non conviventi, l’orario massimo settimanale è pari a 40 ore; l’orario massimo giornaliero è pari a 8 ore non consecutive, distribuite su 5 o 6 giorni settimanali; le ore di riposo giornaliero minimo sono pari a 11 ore consecutive, come previsto per la generalità dei lavoratori dipendenti.

Per i collaboratori domestici conviventi a servizio intero, il riposo settimanale deve essere almeno pari a 36 ore, di cui:

  • 24 ore devono essere fruite nella giornata di domenica;
  • 12 ore devono essere fruite in un altro giorno della settimana (concordato tra le parti); in questa giornata il lavoratore può svolgere la sua attività per un numero di ore non superiore alla metà della durata normale dell’orario giornaliero.

Se il lavoratore professa una fede religiosa che prevede la solennizzazione in una giornata diversa dalla domenica, datore di lavoro e collaboratore domestico possono accordarsi per sostituire la domenica con un giorno differente.

Nella generalità dei casi, il riposo settimanale domenicale è irrinunciabile. Se per esigenze imprevedibili il datore di lavoro richiede lo svolgimento dell’attività nella giornata di domenica, al collaboratore domestico devono essere concesse un pari numero di ore di riposo non retribuito nel corso della giornata seguente, e deve essere riconosciuta la maggiorazione della retribuzione per lavoro festivo.

Se il lavoratore domestico è a servizio ridotto (badante ad ore a Bologna), ha diritto alla fruizione del riposo settimanale con modalità differenti, a seconda della distribuzione dell’orario settimanale. Vale comunque quanto appena affermato in merito al riposo domenicale e alla possibilità di sostituire la domenica con un’altra giornata, in base alla fede professata.

Per leggere altri approfondimenti sulle agenzie di badanti, oppure se vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante e quali sono tutti i passaggi burocratici da rispettare, contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta l’Emilia Romagna, in particolare nelle province di Modena e Bologna se cerchi Badanti Bologna, Badanti Modena, Badanti Imola, Badanti Casalecchio di Reno e Badante Valsamoggia.

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Il licenziamento della badante di Bologna

Aes Domicilio affronta un tema importante ai fini della ricerca della badante a Bologna, rispetto al quale tutte le famiglie  dovrebbero essere informate: il licenziamento.

Una colf o una badante ad ore assunta con contratto a tempo indeterminato può essere licenziata nei casi previsti dalla legge e che sono in generale gli stessi previsti per gli altri tipi di contratto. Il rapporto di lavoro può interrompersi per scadenza del contratto, per licenziamento, per dimissioni, oppure per accordo tra le parti.

Il licenziamento di una badante è legittimo e non è necessario che sussista il requisito della giusta causa o di un giustificato motivo, l’importante è che devono  essere rispettati i termini di preavviso di licenziamento, durante il quale il datore di lavoro può decidere se far lavorare o meno la badante.

In caso di gravi inadempimenti da parte della badante convivente, il licenziamento può avvenire subito, senza preavviso.  Si intende per esempio dei comportamenti o omissioni talmente gravi da minare la fiducia tra datore di lavoro e dipendente, come minacce, furto subito o maltrattamento della persona anziana da accudire. In casi di specifica gravità, oltre al licenziamento, la badante risponde anche penalmente.

Aes Domicilio in qualità di aiuto alla famiglia nel disbrigo di qualsiasi pratica, rispetto al licenziamento si sofferma sul punto della firma del lavoratore: un problema non da poco. Questa regola riguarda qualsiasi tipo di licenziamento: sia quello per ragioni disciplinari (licenziamento per giusta causa), sia quello per ragioni aziendali (licenziamento per giustificato motivo oggettivo). Nel caso poi di licenziamento disciplinare, deve essere rispettato un terzo requisito: il provvedimento deve essere comunicato “tempestivamente”, ossia senza far decorrere troppo tempo dal fatto oggetto di contestazione, per consentire al dipendente di reperire le prove a propria discolpa e potersi difendere.

Non sono previste particolari modalità di comunicazione della lettera di licenziamento per la badante o la colf su giornata.  Vi è ora una nuova posizione secondo cui la comunicazione può essere inviata anche con mezzi diversi dalla tradizionale carta: ad esempio con l’email alla badante(anche non certificata) o addirittura con un messaggio via WhatsApp al numero della badante.

L’importante è che vi sia la prova del ricevimento. La Cassazione ora ritiene necessario e sufficiente solo che l’atto scritto di licenziamento sia portato a conoscenza della badante, a prescindere dalle modalità di trasmissione dello stesso.

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Badanti a Bologna: come verificare di essere assunti in regola

Se lavori come colf a Bologna o come badante a Bologna, è importante che tu sappia quali sono le corrette modalità di assunzione di un lavoratore domestico secondo quanto previsto dalla legge.

Carta canta, recita un antico proverbio italiano che sottolinea l’importanza di scrivere i contratti e gli accordi tra le parti. Solo in questo modo è possibile sollevare una eventuale contestazione nei confronti del datore di lavoro o in un tribunale.

Nel caso specifico dei rapporti di lavoro, il datore è tenuto a sottoscrivere e far sottoscrivere al dipendenti il contratto in cui sono indicati tutti i termini, dalla durata allo stipendio fino alla mansioni per cui il lavoratore è retribuito. E allo stesso tempo è tenuto a consegnare una copia a tutte le parti coinvolte.

Se non lo fa, commette una irregolarità sanzionabile. Tuttavia non è affatto detto che la mancata consegna del contratto di lavoro equivalga a un lavoro in nero. Può infatti accadere che superficialità o dimenticanze abbiano preso il sopravvento. E in attesa di sanare questa mancanza, il lavoratore può verificare in autonomia se l’assunzione è regolare ovvero se il datore di lavoro ha effettuato tutte le procedure previste dalle norme via via aggiornate fino al 2019.

Scopriamo come fare con il nuovo servizio Cip (Consultazione info previdenziali) dell’Inps. Lo strumento con cui il lavoratore può controllare in autonomia se è stato regolarmente assunto ovvero se la qualifica assegnata nella sostanza corrisponda a quella formale si chiama Cip (Consultazione info previdenziali) ed è messo gratuitamente a disposizione dall’Istituto nazionale della previdenza sociale sul suo sito ufficiale o dall’app gratuitamente scaricabile su smartphone e tablet. Questa rapida soluzione si affianca alla scheda anagrafica da richiedere al Centro per l’impiego del proprio territorio.

Si tratta di un documento ufficiale che contiene una miniera di informazioni: i dati anagrafici ovvero nome, cognome, codice fiscale, indirizzo, data di nascita; le esperienze lavorative con tanto di tipo di contratto, data di inizio e di termine del rapporto, qualifica, azienda e mansioni; lo stato lavorativo attuale (impiegato o disoccupato); la carriera scolastica e universitaria con tanto di indicazioni di scuole e atenei frequentati e le date di conseguimento del diploma o della laurea; l’iscrizione ad albi o ordini (ingegneri, architetti, commercialisti, giornalisti, ad esempio).

Il servizio messo a disposizione dall’Inps è ancora più potente perché riesce ad andare al di là della scoperta se il lavoratore è stato assunto in regola o meno. Viene infatti data la possibilità di segnalare anomalie ed errori che possono portare all’apertura di un procedimento o essere la base per la denuncia per una assunzione in nero, per il pagamento di uno stipendio inferiore rispetto a quello indicato in busta paga, o per l’inquadramento differente rispetto ai compiti svolti e all’orario effettivo.

AES DOMICILIO seleziona badanti ad hoc, molto competenti, soprattutto ha un vasto ventaglio di scelte tra badante ad ore” e “badante h24″. Disponiamo di tariffe badanti estremamente competitive e siamo attivi su tutta l’Emilia-Romagna, in particolare nelle province di Bologna e Modena se cerchi se cerchi Badanti Bologna, Badanti Modena, Badanti Imola, Badanti Casalecchio di Reno e Badante Valsamoggia.